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                                                                                Bel colpo Maestro !!

Non poteva che essere nato a Gentilly, nella cintura urbanistica sud di Parigi e il nome del sobborgo " somiglia " al suo stile di vita.
Il Bacio all'Hotel de la Ville, datato 1950 a firma di R. Doisneau, è una stampa conosciuta nei libri di fotografia e in questi giorni è stata venduta, con tanto di autografo, all'asta dell' Artcurial lungo la Senna, per la bellezza di oltre 184.000 euro.
L'acquirente è un anonimo svizzero, certamente benestante e ammaliato dalle arti visive.....o forse soltanto un collezionista di lusso.
La foto, una " misera " 18 x 24 apparteneva alla ragazza che si prestò alla famosa immagine, allora poco più che ventenne e adesso è una distinta signora francese di 74 anni, che ha deciso di venderla e naturalmente di ricavarne i profitti.
Robert Doisneau il fotografo poeta, il fotografo gentiluomo, il fotografo di Parigi........è stato uno dei maggiori interpreti delle arti visive del dopoguerra: le sue istantanee, inconfondibili, hanno sempre una qualcosa di ispirato e istintivo, per certi versi anche non convenzionali, ma sopratutto molto riconoscibili, di grande carica umana e con uno spessore incisivo nel quale predomina un linguaggio unico e se vogliamo talvolta anche ironico.
Un bianco e nero preciso, con tonalità di stampa estese e armoniose e quasi mai usava in camera oscura l'alto contrasto o effetti tipo Sabbatier.
Nella sua lunga carriera ha ritratto anche qualche personaggio importante legato all'ambiente dell'arte o alla mondanità, ma in particolar modo si rivolgeva alle persone di strada, con le quali riusciva a far evocare una ritrattistica spontanea che sfociava anche nel sociale, ma più di ogni altra cosa estremamente allegoriche.
Il reporter francese non fotografava moltissimo, stava per periodi senza prendere in mano la fotocamera e lui stesso ha più volte ricordato che era necessario l'entusiasmo momentaneo per creare un immagine, il quale poteva durare in un giorno solamente due o tre ore.....
Il suo " territorio fotografico " si è limitato quasi solamente alla capitale francese, anche se la collaborazione con l'agenzia Rapho è durata per quasi tutta l' esistenza e pure con Life è stato una rivista con cui ha lavorato a lungo.
Doisneau sostanzialmente fotografava per se stesso, ma poi nel tempo ne ha saputo trarre una professione che s'intrecciava ad una ragione di vita, nelle quali si è sviluppato il lato umano e tecnico dell'artista. Se la foto del bacio, un estratto di un reportage per Life, è considerata un'icona del Novecento, il fotografo dovette subire qualche critica per la " costruzione " della foto che per quanto possa sembrare uno scatto " rubato " tra la gente, era stata concordata in precedenza con i giovani modelli. Ma questo è un dettaglio maligno, un biasimare inutile, sollevato da intellettuali privi di una apertura necessaria per giudicare l'arte e le sue forme. Diciamolo francamente, quale professionista non ha mai reso artificiosa un immagine per dargli un espressività più intensa e singolare ? Chiunque.... e se la dobbiamo dire proprio tutta anche lo stesso Capa è stato oggetto di disapprovazioni estetiche, tacciato a lungo di ambiguo e falso.....
Resta il fatto che l'immagine è da sempre il riflesso interpretativo del soggetto e perciò non può essere totalmente naturale se vogliamo estirparne l'efficacia visiva e un'essenza di estetismo.
Le stampe di Doisneau sono emblematiche, un mondo che certamente non esiste più e quel lato " romantico " che le ha sempre contrassegnate hanno visto e subito l' evolversi dei tempi contemporanei.
Il temperamento buono del fotografo si evince quando ritrae i bambini, come nella bellissima Les Tabliers de Rivoli ( I grembiulini della Rue de Rivoli ) dove oramai alla fine degl'anni settanta in una Parigi meccanizzata, volta al capitalismo e al moderno, un gruppo di scolari attraversa la strada bloccando il traffico in fila indiana.......una figurazione gioiosa, fanciullesca, burlona e canzonatoria, arguta......che poi perfezionò ulteriormente con numerosi scatti nelle scuole, esaltando così un " universo " pulito, innocente, felice e incontaminato e privo dei dolori che la vita può riservare, come è quello degl'educandi.
Era questo il lato squisito, fantasioso e curioso di Doisneau che estese poi ad una ricerca sui cani e gatti della città transalpina, nei suoi più umidi e caratteristici vicoli e nei giardini, un tema poi ripreso e approfondito maggiormente dal grande Elliott Erwitt con il libro " Dedicato al cane ", a cui hanno seguito diverse mostre itineranti e che ancora oggi è possibile vederle nelle sue retrospettive.
Il connaturato desiderio fotografico dell' artista  era quello di descrivere " un ambiente dove potevo sentirmi bene e a mio agio, in cui le persone erano gentili e trovare la tenerezza che ho sempre sperato di ricevere......" una frase che s' incontra spesso nelle sue pubblicazioni e che forse vorrebbe far trasparire un intimità caratteriale e sentimentale che non aveva potuto avere.....
360 milioni di vecchie lire per una storica stampa a distanza di undici anni dalla sua morte non sono poche e al di là del raro riconoscimento materiale, i fotografi non sono mai stati ricchissimi e spesso sono delle anime solitarie.
La fotografia è un arte povera.....come ricordava Avedon e tuttociò anche Doisneau lo sapeva bene.
Bel colpo Maestro !

Gianluca Fiesoli, Aprile 2005.

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    Parigi, 1948.

Il Bacio dell'Hotel de Ville, 1950, Parigi.          Triciclo, Parigi 1950.               Parigi, 1948.

Fotografie di Robert  Doisneau ©.

 


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