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                                                                           Nikon D700, quasi una D3.


Con molta sorpresa e ulteriore apprezzamento da parte dei suoi numerosissimi utenti la Nikon Corporation ha presentato in queste settimane la nuovissima D 700. Una fotocamera digitale che si affianca alla recentissima nascita della Nikon D3, ammiraglia della categoria.
Nikon, quindi, conferma nuovamente di indirizzare gli sforzi economici e tecnologici, in un segmento che oramai non ha più rivali e soprattutto per certi versi “ cancella “ l’ area analogica che oramai è destinata con tempo a scomparire o comunque ad avere un numero limitatissimo di clienti e pertanto porterà scarse vendite. Un fattore che le aziende di fotografia negl’ ultimi anni ne hanno tenuto conto per far quadrare i bilanci dell’ industria. Una svolta epocale poiché se non fosse nato il digitale sicuramente alcuni marchi avrebbero chiuso i battenti.
La Nikon D700 è innanzitutto una sagace mossa di mercato. E’ destinata a quei fotografi amatoriali o professioni che siano, i quali non possono assolutamente permettersi di spendere cifre stratosferiche per acquistare il meglio della classe.
Difatti il “ leit motiv “ di questo apparecchio è che investendo meno euro avremo comunque una macchina fotografica di notevole livello dove le differenze con la D3 sono quasi ininfluenti.
Analizzando la camera, la prima prerogativa che viene in risalto è che la D 700 lavorerà in pieno formato senza che ci sia il pericolo di avere fastidiose aberrazioni cromatiche.
Formato FX sul sensore CMOS, che compensa quel piccolo, ma importante handicap, che avevano ancora con gl’ apparecchi in pellicola. La Nikon D700 è la seconda macchina che utilizzerà questo sistema, dopo la D3. Questo pregevole risultato non si avrà solamente sul campo visivo, ma nei calcoli della ripresa e quindi un maggiore dettaglio su una stampa o su un file.
Il digitale tra le tante qualità che è riuscito a portare nell' ambiente dell’ immagine, fino a poco tempo fa non era riuscita a raggiungere questo traguardo. Scattare una foto con un teleobbiettivo da 300 mm su un corpo a emulsione non era perfettamente identico a quello digitale e non si riusciva a sfruttare completamente tutto l' angolo visivo della focale.
Il sensore preparato da Nikon emetterà oltre 12 milioni di pixel. Tutti effettivi. Se consideriamo che all’ uscita della D100, la quale ebbe successo agl’ albori del Duemila, aveva circa sei milioni di picture elements, il raddoppio permette stampe di grandi dimensioni che saranno indirizzate anche a scopi espositivi e artistici con una qualità a dir poco sorprendente.
Un grande passo avanti in pochi anni. Le case costruttici hanno messo a  frutto  una volontà tecnologica che permette di non far rimpiangere a nessuno la fotografia tradizionale. La camera oscura sostituita oggi con il personal computer.
Il dispositivo di controllo ha una caratteristica di lettura a 12 canali, in cui è stato creato un piccolo circuito che avrà facoltà di ridurre il disturbo sul chip mentre il processore che elabora tali dati, Expeed a 16 Bit, garantisce un livello qualitativo pregevole anche nelle condizioni ambientali di scarsa luminosità. Secondo i tecnici la resa dei colori sarà perfetta e conforme alla gradazione delle tonalità, sia con luci artificiali che con quella solare.  Il mirino è in vetro. Nel comunicato ufficiale l’ azienda lo sottolinea con orgoglio definendolo di “ qualità superiore “. Il prisma è ampio e facilita la composizione di qualsiasi immagine anche a chi piace usare la messa a fuoco manuale.
La Nikon D700 ha un dispositivo di auto pulizia del sensore. Un elaborato sistema di vibrazioni ad altissima frequenza. Un automatismo molto utile, poiché la polvere, l’umidità, i micro organismi nell’ aria e quant’ altro, sono sempre in agguato quando si sostituisce l’ obbiettivo alla reflex, sopratutto  in luoghi ostili.
La società giapponese, però, raccomanda anche di utilizzare gli speciali kit di pulitura che si trovano in commercio e di rivolgersi sempre ai centri di assistenza con una cadenza regolare per svolgere un esame accurato e rimuovere pertanto imperfezioni più resistenti.
Un'altra apprezzabile innovazione è dovuta al fatto che la D700 all’ accensione ha un tempo di risposta brevissimo.
0,12 secondi e la camera è pronta all’ uso e ha caricato tutte le sue numerose funzioni.
Il ritardo dell’ otturatore è stimato in soli quaranta millesecondi. Un valore molto basso e tra i migliori che si possono ottenere nella fotografia digitale. L’ unità di otturazione è stata testata per 150.000 cicli e secondo i progettisti potrà lavorare senza inconvenienti per un ulteriore 50 % in più, mentre il bilanciamento dello specchio ha subito un miglioramento avendo un assorbimento preciso che attenua il disturbo dovuto dallo stesso specchio al momento del click.
Per chi opera prevalentemente in esterno questi meccanismi così rapidi torneranno convenienti sia sul risparmio delle batterie, poiché potrà spengere il body quando lo ritiene opportuno, confortato dal fatto che può riaccendere la fotocamera in qualsiasi momento senza correre il rischio di dover perdersi un fatidico scatto. Anche sul piano dell’ energia questa Nikon offre il meglio di se. Tra gli 800 e i 900 scatti. La batteria agl’ ioni di litio assicura in assoluta tranquillità 5 fotogrammi al secondo ma è quasi obbligatorio accludere il battery pack MB – D10 al corpo che aumenta a 8 fotogrammi al secondo la velocità di esecuzione e naturalmente maggiore riserva energetica.
Il sistema dell’ autofocus così potrà ottenere il massimo rendimento in tutte le funzioni, dove gl’ ingeneri nipponici hanno lavorato a lungo per realizzarlo. E il risultato si vede. Cinquantuno punti su quindici sensori a croce, i quali riescono a “ inseguire “ senza tentennamenti qualsiasi soggetto in movimento. Un autofocus particolarmente “ studiato “ per la fotografia sportiva ma anche dove l’ immagine ha notevoli sbalzi tra alte luci e ombre, il controluce esasperato, oppure le superfici con colori dominati e lucenti come il rosso fuoco, il giallo o il bianco puro.
Il monitor posteriore è un Lcd a colori in alta risoluzione. 3 pollici con 920.000 punti, cento per cento di copertura del fotogramma. Lo stesso montato sulla D300 e la D3. Un display comodissimo che permette di analizzare immediatamente le foto scattate e di regolarne la luminosità.
Una visione il cui ingrandimento arriva fino a 27X nel formato large – Tiff senza influire negativamente sulla nitidezza.
Sul piano ergonomico la D700 ha una assetto e un ottimizzazione dei pulsanti che non creerà nessun problema al professionista esperto e anche il neofita imparerà presto ad usarla con piacere e in grande scioltezza.
Miscele di gomme consolidate la sigillano dalla forza nociva delle intemperie. Un telaio di magnesio pressofuso la cui robustezza è più che nota la salvaguardia da urti accidentali e la  ripara dalle onde trasversali e elettromagnetiche che potrebbero causare interferenze ai circuiti interni.
Maneggevole, estremamente versatile,  resistente, raffinata ma anche pratica. Squisita nell' intreccio delle armoniose linee del design. Uno strumento di lavoro destinato a divenire “ fidato “ come i precedenti e come lo saranno quelli in futuro. Costerà meno della Nikon D3. Un " risparmio " da non sottovalutare. Utilizzabile " on location " dove le luci e il set sono creati con maggiore meticolosità e gli scatti sono meno frequenti, farà felice anche il fotografo di reportage, fotogiornalismo, fotografia d' architettura. Il tutto in una tradizionalismo che ha conquistato il mondo della fotografia e che si chiama semplicemente Nikon. Come conferma proprio quest’ anno il settantacinquesimo anniversario dal lancio del primo obbiettivo Nikkor che aprì una lunga strada ad una storia commerciale straordinaria.

 

Gianluca Fiesoli.

 

 

 

 

                                              

 


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